Comandini, 25 novembre 1880
• Alla Camera B. Cairoli risponde alle interpellanze affermando di aver tutelato efficacemente gli interessi italiani e continuando a tutelarli spera altresì di poter presto unire con un cavo sottomarino la Sicilia a Tunisi
• Alla Camera B. Cairoli risponde alle interpellanze affermando di aver tutelato efficacemente gli interessi italiani e continuando a tutelarli spera altresì di poter presto unire con un cavo sottomarino la Sicilia a Tunisi. Si riserva circa gli impegni presi dal Bey con una Società francese relativa alla esclusività di concessioni ferroviarie; aggiunge di credere estranee agli interessi italiani le concessioni fatte, compresa quella del porto che, secondo l’opinione dei tecnici autorevoli, non potrà mai essere costruito. Egli difenderà sempre l’influenza italiana a Tunisi «senza contrastare quelle di altre Nazioni le quali non possono essere gelose di un popolo che nei commerci e nelle industrie mira ad uno scopo additato da doveri da compiere e diritti da esercitare nella sua missione di civiltà». L’on. Bonghi pronuncia quindi un brillante discorso confutando tutte le asserzioni dei ministri. Dice che l’inquietudine del Paese è determinata dalla debolezza del Governo e propone un ordine del giorno per invitare il Governo ad applicare severamente le leggi.