Comandini, 3 giugno 1880
• E’ reso noto il testo dell’indirizzo del Senato in risposta al discorso della Corona, il quale dice, fra l’altro, che il Senato «mirerà soprattutto alla tutela delle istituzioni che assicurano le pubbliche libertà; al consolidamento del credito da cui dipende la nostra vita economica; alla conservazione in compiuto assetto dell’esercito e dell’armata, che sono la difesa della nostra vita politica, misurando però i carichi pubblici alle forze contributive del paese, con speciale riguardo alla popolazione che lavora, alle industrie che stentano a svolgersi, alla proprietà fondiaria angustiata dal debito e dall’imposta»
• E’ reso noto il testo dell’indirizzo del Senato in risposta al discorso della Corona, il quale dice, fra l’altro, che il Senato «mirerà soprattutto alla tutela delle istituzioni che assicurano le pubbliche libertà; al consolidamento del credito da cui dipende la nostra vita economica; alla conservazione in compiuto assetto dell’esercito e dell’armata, che sono la difesa della nostra vita politica, misurando però i carichi pubblici alle forze contributive del paese, con speciale riguardo alla popolazione che lavora, alle industrie che stentano a svolgersi, alla proprietà fondiaria angustiata dal debito e dall’imposta». L’indirizzo della Camera dice, fra l’altro, che è manifesta l’urgenza della trasformazione del sistema tributario, col doppio intento di alleviare le sofferenze delle classi povere, e di distribuire più equamente i pubblici carichi: «Iniziata l’opera, gli eletti della Nazione già due volte, sulle proposte del vostro Governo, consentirono di gran cuore alla graduale abolizione di un’imposta sul più necessario degli umani alimenti. Ma con uguale fermezza di volere dichiararono che avrebbero ognora con giustizia di mezzi provveduto a mantenere gelosamente incolumi, con l’equilibrio finanziario, il credito nazionale e l’ordine nell’amministrazione. La questione sarà con questi criteri legislativamente definita, e rinnovati così solenni voti ed impegni, ogni arbitraria diffidenza sarebbe irriverente offesa». Si afferma che la nuova legislatura provvederà poi alla perequazione dell’imposta fondiaria «del pari da gran tempo studiata e proposta, acciò siano meglio proporzionali i carichi agli averi per migliorare la condizione finanziaria dei Comuni, e per conseguire la liberazione del paese dai gravi danni del corso forzoso. «Altrettanto si renderà più feconda la vita economica, con lo svolgimento delle forze produttive, accelerando le già decretate costruzioni di nuove linee ferroviarie, col definitivo assetto delle esistenti, ed attuando quel vasto complesso di opere pubbliche, che darà pane e lavoro ai bisognosi, ed alla Nazione intera nuovi fattori di ricchezza. «L’altra riforma essenziale, ed aspettata con legittima impazienza dalle popolazioni come provvedimento di rigorosa giustizia è quello che facendo partecipare alla vita politica tanta parte dei nostri concittadini, cui non manchi la coscienza della responsabilità del voto, meglio rivelerà la volontà della Nazione nella sua legale rappresentanza».