Comandini, 15 marzo 1880
• Alla Camera è attentamente ascoltato il discorso di Francesco Crispi, il quale afferma che l’Italia deve essere amica dell’Austria e della Russia, che l’impero Austro-Ungarico è una necessità per noi: «Quell’Impero e la Confederazione Elvetica ci tengono a giusta distanza da altre Nazioni che noi vogliamo amiche, che devono essere nostre amiche, come furono altra volta nostre alleate, ma il di cui territorio è bene non si trovi in immediato contatto con l’Italia»
• Alla Camera è attentamente ascoltato il discorso di Francesco Crispi, il quale afferma che l’Italia deve essere amica dell’Austria e della Russia, che l’impero Austro-Ungarico è una necessità per noi: «Quell’Impero e la Confederazione Elvetica ci tengono a giusta distanza da altre Nazioni che noi vogliamo amiche, che devono essere nostre amiche, come furono altra volta nostre alleate, ma il di cui territorio è bene non si trovi in immediato contatto con l’Italia». Aggiunge che per non lasciarsi dominare da altri all’Italia è necessaria una larga preparazione militare e conclude: «Per essere rispettati all’estero, bisogna esser forti e non si può esser forti senza un potente esercito, senza avere la coscienza della propria forza».