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 1879  ottobre 26 calendario

• A Torino, in Piazza Statuto, presente il Re, i Principi, i Ministri, solenne inaugurazione del monumento per il traforo del Cenisio

• A Torino, in Piazza Statuto, presente il Re, i Principi, i Ministri, solenne inaugurazione del monumento per il traforo del Cenisio. E’ un monumento allegorico. Un gruppo di Titani s’aggrappa, s’avvinghia, rotola coi monti, schiantati dal fulmine, che franano su loro; chi coi larghi petti e le robuste braccia tenta un ultimo conato contro l’ira del cielo, chi si incurva, chi cade, chi giace; in tutti si appalesa la lotta e la vita. Sovra di loro, in alto, sull’ultimo ciglio del masso, col piede leggero, siccome cosa divina, sta il Genio, protese le grandi ali al cielo, accennando tre nomi incisi sul granito: Sommeiller, Grattoni, Grandis. Il contrasto fra la serenità di quell’angiolo e il bieco atteggiarsi dei fulminati, il contrasto fra quelle forme erculee, e quei contorni femminei, aerei, intendono esprimere il contrasto tra le forze brute e la potenza dell’intelletto. Il monumento ha 20 metri di altezza, una base di 8 metri di diametro. La vasca, ad elisse, nel suo diametro maggiore ha 24 metri. L’acqua discende mirabilmente a cascata, a 9 metri di altezza, dai massi granitici trasportati dal Fréjus. E’ opera dello scultore Belli. Si lamenta da alcuni la mancanza del nome del milanese G. B. Piatti, che fu il primo a proporre la forza di propulsione dell’aria compressa per il traforo dei monti.