Comandini, 7 ottobre 1879
• Il Pungolo di Milano pubblica una lettera della figlia del marchese Raimondi, Giuseppina, moglie di Garibaldi, alla Direzione del giornale in cui deplora che si sia asserito che la causa di nullità del matrimonio è stata perduta in prima istanza perche Garibaldi non volle per generosità usare un’arma sicura, provando che lo aveva sposato essendo madre e conclude: «Nè di questo posso fare carico a nessuno, poichè realmente non ho mai fatto nulla per impedire che questo errore attecchisse nella opinione del pubblico
• Il Pungolo di Milano pubblica una lettera della figlia del marchese Raimondi, Giuseppina, moglie di Garibaldi, alla Direzione del giornale in cui deplora che si sia asserito che la causa di nullità del matrimonio è stata perduta in prima istanza perche Garibaldi non volle per generosità usare un’arma sicura, provando che lo aveva sposato essendo madre e conclude: «Nè di questo posso fare carico a nessuno, poichè realmente non ho mai fatto nulla per impedire che questo errore attecchisse nella opinione del pubblico. Ma ora non voglio nè posso più tacere e dichiaro che tutto quanto si dice a questo proposito, a mio carico, è una pretta menzogna, inventata per la sola ragione che i consiglieri del generale hanno trovato che, secondo le leggi, questo fosse l’unico modo per arrivare alla nullità del matrimonio da lui voluto. Ed hanno impiegato tutti i mezzi per indurmi almeno a tacere davanti ai tribunali. Sono donna e non conosco gli artifizi dei legali, ma so che da parte mia desidero lo scioglimento di questo vincolo anormale nel solo caso in cui si possa ottenere rispettando l’onore, la verità e la legge».