Comandini, 25 novembre 1878
• Da Napoli, alle 7.50 ant., i Sovrani col Principe di Napoli, il Duca d’Aosta e l’on. Cairoli partono per Roma, ossequiati dalle Autorità civili e militari, dalla magistratura, dalle corporazioni e da una gran folla di cittadini
• Da Napoli, alle 7.50 ant., i Sovrani col Principe di Napoli, il Duca d’Aosta e l’on. Cairoli partono per Roma, ossequiati dalle Autorità civili e militari, dalla magistratura, dalle corporazioni e da una gran folla di cittadini. Il Re, prima di partire, lascia al Sindaco lire 25 mila da distribuire ai poveri. Provenienti da Napoli alle 3.5 pom., i Sovrani e il Principino tornano a Roma, dove sono accolti con entusiasmo vivissimo e con commozione. Sono alla stazione, splendidamente addobbata, tutti i senatori e deputati presenti a Roma, la Giunta Comunale, la Deputazione Provinciale. Le finestre sono tutte imbandierate, le vie e le piazze sono gremite di popolo plaudente. Al Quirinale, nella sala del Trono, i Sovrani ricevono in udienza privata i senatori (oltre 100) e i deputati (oltre 300) che presentano un indirizzo. Il Re, dopo la lettura dell’indirizzo della Camera, dice di confidare che al più presto saranno ridonate la tranquillità e la calma al paese, mercè l’accordo e il concorso del Governo e del Parlamento. La Regina parla con qualche deputato dell’attentato di Napoli e dell’impressione prodotta sul Principino. L’indirizzo del Senato dice, fra l’altro: «Sire, noi benediciamo Dio, che Vi ha serbato incolume dal ferro di un volgare assassino; ma questo caso tristissimo, se è un segno del favore della Provvidenza a Voi e all’Italia, ci dà pure un grave ammonimento. Sappiamo ormai di dove vengono le insidie alla nostra costituzione nazionale e alla nostra pace interna. Ora, quest’opera lunga e penosa della redenzione della patria, che costò a tutti sacrifici e dolori, noi la vogliamo difesa da tutti e contro tutti. La conquistammo in campo contro nemici aperti. Vogliamo difenderla efficacemente oggi da tenebrose macchinazioni. E difendendo l’unità d’Italia, che si personifica nella M. V., noi difendiamo anche le pubbliche libertà, le quali sarebbero manomesse per tutti il giorno in cui una mano di audaci, con la violenza e col delitto, opprimesse la nazione e si facesse superiore alle leggi».