Comandini, 3 novembre 1878
• A Iseo l’on. Zanardelli, alla fine di un banchetto offertogli dagli elettori, pronuncia un notevole discorso, in cui ribadisce i concetti esposti dall’on
• A Iseo l’on. Zanardelli, alla fine di un banchetto offertogli dagli elettori, pronuncia un notevole discorso, in cui ribadisce i concetti esposti dall’on. Cairoli intorno alla libertà d’associazione (vedi 15 ottobre 1878). Crede necessario, essendo al potere, di mantenere i principi da lui sempre professati intorno alle pubbliche libertà, al rispetto dei diritti individuali, del diritto di riunione e di associazione, e lo giudica soprattutto necessario per una elevata ragione di governo, perchè, senza questa immutata fedeltà, non vi ha più che confusione ed equivoco nel regirne rappresentativo. Dichiara che per la stampa, per il diritto d’associazione, di riunione, la libertà può impaurire coloro soltanto che se la dipingono come una minaccia e un permanente pericolo. Noi crediamo invece, egli dice, che la libertà sia la vita, la forza, la dignità delle convivenze sociali. Parla a lungo dei Circoli Barsanti, ne fa la storia, parla delle dannose conseguenze del sistema preventivo della sicurezza pubblica riconoscendo che le sue condizioni sono gravi in Italia e passa a trattare della riforma elettorale. Il discorso, assai applaudito, dura quattro ore (vedi 6 novembre 1878).