Comandini, 27 ottobre 1878
• Proveniente da Lonigo l’on. Minghetti giunge a Legnago dove riceve un entusiastica accoglienza
• Proveniente da Lonigo l’on. Minghetti giunge a Legnago dove riceve un entusiastica accoglienza. Al banchetto offertogli dagli elettori sono presenti il sen. Giovanelli, gli on. Bonghi, Righi, Papadopoli, Bertani, Chinaglia, e molti rappresentanti della stampa. L’on. Minghetti esamina il programma di Pavia (vedi 15 ottobre 1878) e dice esservi un fondo di principì comuni a tutto il partito liberale, ma alcune parti non essere accettabili. Afferma che su tre punti le sue idee differiscono da quelle dell’on. Cairoli; la finanza, la riforma elettorale, il diritto di associazione. Nega che vi possano essere 60 milioni di avanzo nel 1879, respinge l’idea di una riforma elettorale, pur ammettendo utile l’allargamento del censo e dell’età. Confuta l’on. Cairoli nella sua affermazione che la libertà di stampa, di riunione e di associazione sono equiparate dallo Statuto ed equipollenti fra di loro. La stampa e è diversa dalla riunione e dall’associazione che centuplicano le forze disperse. Non si possono tollerare le associazioni ispirate a principì di demolizione degli ordini costituiti e della disciplina dell’esercito. Accenna alla politica estera e all’irredentismo osservando che sono legittime le aspirazioni ad una rettifica delle frontiere, ma che soltanto ai popoli savi giungono le occasioni opportune, e conclude dicendo: Estote parati. Il discorso notevole per i concetti politici esposti e per l’eloquenza, è applaudito.