Comandini, 9 giugno 1878
• All’Esposizione Universale di Parigi si nota che nella Sezione Minerali italiana vi sono molti nomi stranieri perchè inglesi e francesi specialmente si sono impossessati delle nostre miniere
• All’Esposizione Universale di Parigi si nota che nella Sezione Minerali italiana vi sono molti nomi stranieri perchè inglesi e francesi specialmente si sono impossessati delle nostre miniere. Gli Italiani si dimostrano ancora nuovi alle ardite speculazioni. Si notano una ricchissima collezione dei famosi ferri dell’Isola d’Elba, di Iglesias, di minerali di rame greggi e fusi della miniera di Montecatini in Val di Cecina, di mercurio cinabrico delle miniere del Rosselli, di piombi e piombi argentiferi della Compagnia Generale delle Miniere di Genova. E’ inoltre notevole una vetrina del conte Larderell di Torino che rappresenta la soluzione e la cristallizzazione dell’acido borico e tutti i suoi prodotti derivati. La Fabbrica Lombarda di prodotti chimici fa un’interessante esposizione di una ventina di alcaloidi della china. Essa lavora circa 60.000 chilogrammi di scorza di chinino cioè il quarto del consumo europeo. Nella Sezione Tessile le lane nostrane e acclimatizzate (merìnos) sono bene rappresentate. Assai interessante la collezione di 280 varietà di alberi boschivi italiani e di 382 piante indigene forestali esposte dal Ministero d’Agricoltura.