Comandini, 4 maggio 1878
• Al Senato le tribune sono affollate, in attesa dello svolgimento delle interpellanze degli onorevoli Montezemolo e Mamiani sulla politica estera
• Al Senato le tribune sono affollate, in attesa dello svolgimento delle interpellanze degli onorevoli Montezemolo e Mamiani sulla politica estera. L’on. Corti risponde che non rammenterà i fatti che condussero alla passata guerra, e la vanità degli sforzi diplomatici fatti per impedirla. L’Europa trovasi in presenza dei risultati della guerra, intorno a cui cercasi di stabilire un accordo. Il Congresso delle Potenze firmatarie dei trattati del 1856 e del 1871 dovrebbe decidere; i difficili negoziati in proposito continuano e si spera di riuscire. L’Italia non interpose una mediazione diretta, ma accompagnò coi suoi voti e con le sue simpatie l’opera svolta dalla Germania. Il nostro Governo serbò una completa libertà d’azione ed è libero da ogni impegno morale e materiale. Qualunque sia l’avvenire, esso potrà regolare la sua condotta esclusivamente in conformità degli interessi nazionali. Il trattato forma la base dei negoziati, ma si cerca di accordare il diritto pubblico con la situazione nuova. L’Italia non dimenticherà i principì liberali, fondamento della sua costituzione, e proteggerà la libertà della navigazione. Quando sopravvenissero complicazioni l’amicizia dell’Italia sarà piuttosto ricercata che obliata; ma essa saprà rendere dei servigi alla causa della pace, dimostrando di essere un elemento di ordine e di civiltà europea. Il Senato approva all’unanimità un ordine del giorno di fiducia.