Comandini, 7 marzo 1878
• A Roma il corteggio reale è vivamente applaudito lungo le vie affollate. A Montecitorio, pure affollatissimo, il Re è accolto fra le ovazioni
• A Roma il corteggio reale è vivamente applaudito lungo le vie affollate. A Montecitorio, pure affollatissimo, il Re è accolto fra le ovazioni. Ma il discorso di apertura, assai lungo e improntato al programma di Stradella, è accolto freddamente e produce una generale impressione di stanchezza. Sono debolmente applauditi i passi relativi alla diminuzione delle imposte. Vivissimi e continuati applausi accolgono invece il passo relativo al Conclave, alla libertà della Chiesa e alle relazioni estere. Dopo aver accennato ad alcune riforme dello Stato e delle amministrazioni, il Re accenna agli avvenimenti d’Oriente e dichiara che l’Italia ha acconsentito a prender parte ad un convegno delle Potenze per concorrere ad assicurare all’Europa una pace durevole: «La nostra sincera imparzialità crescerà il valore ai nostri consigli, e l’esempio della nostra storia recente potrà valerci di argomento per sostenere le soluzioni più conformi alla giustizia e ai diritti dell’umanità. Questa è la nostra fede la quale ci prepara la più preziosa delle alleanze, l’alleanza dell’avvenire». Accennando ai rapporti tra lo Stato e la Chiesa, Re Umberto constata che tutti i riti tradizionali per l’elezione del nuovo Pontefice sono stati compiuti senza che sia stata per nulla turbata la pace delle coscienze e la indipendenza del Ministero spirituale. «Mantenendo le nostre istituzioni e conciliando ognora il rispetto alle credenze religiose con la irrevocabile difesa dei diritti dello Stato e dei grandi principi di civiltà, abbiamo mostrato e continueremo a mostrare al mondo quanto sia feconda la liberta». Quando il Re rientra nel Quirinale un’immensa folla invade la Piazza acclamando al Re Umberto e alla Regina, che si affacciano due volte al balcone col Principe di Napoli ringraziando fra le ovazioni della folla.