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 1878  febbraio 20 calendario

• A Roma una grande folla assiste stamattina alla sfumata e poco dopo il mezzogiorno la Piazza rimane quasi deserta

• A Roma una grande folla assiste stamattina alla sfumata e poco dopo il mezzogiorno la Piazza rimane quasi deserta. Verso la 1.15 si spalanca la loggia esterna del tempio di San Pietro e compare il card. Caterini, decano dell’ordine dei Diaconi, che pronuncia la formula: Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Pontificem. E’ eletto Papa il card. Pecci, Camerlengo, il quale assume il titolo di Leone XIII. La notizia dell’elezione si diffonde rapidamente nella città. Una folla immensa, migliaia di vetture, i collegi ecclesiastici e centinaia di sacerdoti si recano a S. Pietro, essendosi diffusa la notizia che il Papa avrebbe dato la benedizione Urbi et orbi. Verso le 4 la piazza San Pietro è gremita. Le porte del tempio, aperte, rigurgitano. Alle 4.25 il Papa entra nella loggia interna di San Pietro, preceduto da un monsignore portante la croce astata e avendo al fianco un cardinale. Veste lo zucchetto bianco e la mantellina rossa; lo seguono molti prelati e la Corte Pontificia. Sopra il parapetto della loggia è disteso un drappo rosso, a cui è sovrapposto un cuscino di velluto. Il Papa si affaccia e dice ad alta voce: Benedicat vos Onnipotens Deus, sicut ego benedico vobis, in nomine Patris et Filii et Spiritus sancti. Il suo aspetto è calmo, la figura asciutta. La moltitudine risponde Amen sventolando i fazzoletti. Molti gridano: Viva il Papa! Non viene emesso alcun grido politico. Il Papa accenna quindi con la mano di far silenzio e si ritira. La folla immensa, adunata sulla Piazza, defraudata dello spettacolo che aspettava, si scioglie lentamente, in ordine perfetto. Verso le ore 2 tutte le campane di Roma annunciano l’elezione del Pontefice. Il conte Gioachino Pecci, nato a Carpineto (Roma) il 2 marzo 1810 studiò nel Collegio Romano dei Gesuiti. Dopo la consacrazione a sacerdote andò come Legato della Santa Sede a Benevento e, in seguito, come Nunzio a Bruxelles. Nel 1846 fu nominato Arcivescovo di Perugia. Sette anni dopo Pio IX lo nominò Cardinale e nel 1877 Camerlengo. La sua abilità, la sua energia, la sua prudenza unita a un grande ingegno e a una vasta cultura lasciano sperare che egli voglia iniziare un periodo di conciliazione fra la Chiesa e lo Stato.