Comandini, 15 febbraio 1878
• Alla presenza dei congiunti del Papa si legge oggi il testamento, scritto di suo pugno e portante la data del 1875
• Alla presenza dei congiunti del Papa si legge oggi il testamento, scritto di suo pugno e portante la data del 1875. E’ avvolto in un nastro di seta rossa. Il Papa lascia ai parenti unicamente l’Asse paterno. Gli altri beni ricadono alla Santa Sede. Nomina una Commissione di tre cardinali - Simeoni, Sacconi e Mertel - incaricati di amministrarli durante la sede vacante. Lascia centomila lire ai poveri di Roma, di cui 60 mila per distribuzione di pane, 40 mila ad Istituti di beneficenza. Circa la sepoltura dice: «Il mio corpo, divenuto cadavere, sarà sepolto nella Chiesa di S. Lorenzo fuori le Mura, precisamente sotto il piccolo arco esistente sotto la così detta graticola, ossia pietra, nella quale si designano anche adesso le macchie prodotte dal martirio dell’illustre Levita. La spesa del monumento non deve eccedere 400 scudi». Il Papa detta anche la seguente iscrizione da scolpirsi sull’avello: «Ossa et cineres Pii IX sommi pontificis. Vixit ann..., in pontificatu ann... Orate pro eo».