Comandini, 11 febbraio 1878
• L’Opinione di Roma di oggi riproduce articoli della stampa estera sulla morte di Pio IX. Stampa francese
• L’Opinione di Roma di oggi riproduce articoli della stampa estera sulla morte di Pio IX. Stampa francese. - La République Française, mentre mette in evidenza i fatti più notevoli del Pontificato di Pio IX, che ha superato il numero leggendario degli anni di San Pietro, specialmente per aver imposto alla cattolicità il dogma dell’Immacolata Concezione e dell’infallibilità papale, dice: «Questa morte, la quale era aspettata da lungo tempo e che ha seguitato così dappresso l’improvvisa e prematura e dolorosa fine del Re Vittorio Emanuele sarebbe stata in qualsiasi tempo un fatto ragguardevole. La morte del Papa ha sempre turbato o preoccupato l’Europa. Ma nelle circostanze attuali, allorché le Nazioni hanno l’occhio fisso sopra i cambiamenti che si apparecchiano in Oriente; mentre in ogni paese la società è divisa in due grandi partiti, l’uno devotissimo alla causa del progresso, l’altro appassionatamente affezionato al passato e alle istituzioni di altri tempi; quando il clericalismo combatte in ogni dove contro il mondo moderno, la morte del Papa può avere delle conseguenze, la cui importanza non sfugge ad alcuno». L’Assemblée Nationale dice che la morte di Pio IX ha una grande importanza e chiede se sarà il segnale di un movimento religioso che sarà per la politica una salutare diversione o una nuova complicazione. Il Petit Moniteur ricorda l’affetto di Pio IX per la Francia. Il Journal des Débats mette in relazione la morte del Papa e la caduta dell’Impero turco, osservando che «questi due fatti rappresentano due delle più importanti rivoluzioni della storia moderna e che si avvincono, in sostanza, con legami misteriosi e provvidenziali. E’questa la fine di due teocrazie che si dividevano l’Universo, è la consacrazione definitiva del principio della separazione dei poteri e di quella secolarizzazione che è il bisogno, la legge e la costituzione de mondo moderno». Il Temps conclude il suo articolo con le seguenti parole: «Da un punto all’altro dell’Europa le Nazioni sono oggi divise in due campi; quello del liberalismo e quello della reazione religiosa. Ecco il fatto nuovo che dominerà la storia dell’ultimo quarto di secolo ed ecco per qual ragione si può dire che Pio IX, avendo dato il suo nome a questa evoluzione della Chiesa, è l’ultimo dei Papi nel senso concreto e storico della parola». L’Univers e la Défense, che escono listati a lutto, dedicano al Pontefice articoli esclusivamente apologetici. Stampa austriaca. La Neue Freie Presse, dopo aver fatto la storia del Pontificato di Pio IX, conclude: «Dopo il ‘70 si compiacque di atteggiarsi a prigioniero, in certo modo, a martire. L’obolo di S. Pietro gli permise di rifiutare la sovvenzione accordatagli dal Governo italiano e di mostrarsi ostile verso di esso al pari che verso tutte le altre Potenze. Negli ultimi anni il suo odio contro l’Italia si mitigò; egli permise ai clericali italiani di prendere parte alle elezioni comunali, ed alla morte di Vittorio Emanuele diede prova di sorprendente moderazione... La sorte di Pio IX non manca di qualche cosa di tragico. Egli soccombè ad un’idea e la sua colpa principale consisteva nella sua ambizione potente che non conosceva limiti. In uno de secoli passati egli forse sarebbe stato un gran Papa, sarebbe divenuto un riformatore della Chiesa. Egli sbagliò epoca, tentò ciò che era impossibile nell’epoca moderna e naufragò contro leggi inesorabili. La sua tomba costituisce un nutevole punto della storia; egli porta seco sotterra il potere temporale della Chiesa!» Stampa inglese. Il Times: «Pio IX, sul quale 30 anni or sono circa, il mondo incivilito aveva rivolto tanto interesse, ammirazione, curiosità ed anche affetto, ben più di quanto è concesso a semplici mortali, non è più. Allorché leggiamo queste parole ci sembra vedere staccato dal passato un grande anello, e che il mondo debba crollare, sfasciarsi, ed avviarsi ad un nuovo stadio degli affari, se non verso un nuovo ordine di cose. Intorno a quel nome, come ad un centro di luce comune, si erano concentrate tutte le questioni che preoccupano maggiormente l’animo umano».