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 1878  gennaio 09 calendario

• Umberto I indirizza il seguente proclama agli Italiani: «Italiani! La più grave delle sventure ci ha improvvisamente colpiti: Vittorio Emanuele II, il fondatore del Regno d’Italia, instauratore dell’unità nazionale, ci fu tolto

• Umberto I indirizza il seguente proclama agli Italiani: «Italiani! La più grave delle sventure ci ha improvvisamente colpiti: Vittorio Emanuele II, il fondatore del Regno d’Italia, instauratore dell’unità nazionale, ci fu tolto. «Io raccolsi il suo ultimo respiro che fu per la Nazione, il suo ultimo voto che fu per la felicità del popolo a cui ha dato la libertà e la gloria. «La sua paterna voce, che risuonerà sempre nel mio cuore, mi impone di vincere il dolore, e mi addita il mio dovere. In questo momento un solo conforto è possibile: mostrarci degni di lui; io col seguirne le orme, voi col serbarvi sempre devoti a quelle cittadine virtù per cui Egli potè compiere l’ardua impresa di far grande ed una l’Italia. «Io custodirò l’eredità dei grandi esempi che Egli mi lascia, di devozione alla patria, di amore operoso di ogni civile progresso e di fede inconcussa a quelle libere istituzioni che, largite dall’Augusto mio avo Re Carlo Alberto, religiosamente difese e fecondate da mio Padre, sono l’orgoglio e la forza della mia Casa. «Soldato come essi dell’indipendenza nazionale, ne sarò il più vigile difensore. Meritarmi l’amore del mio popolo quale già l’ebbe il mio Augusto Genitore sarà l’unica mia ambizione. «Italiani! Il vostro primo Re è morto: il suo successore vi proverà che le istituzioni non muoiono. Stringiamoci insieme ed in questa ora di supremo dolore raffermiamo quella concordia di propositi e di affetti che fu sempre presidio e salute d’Italia». All’Esercito e all’Armata indirizza il seguente ordine del giorno: «Ufficiali, sott’ufficiali e soldati di terra e di mare. Vittorio Emanuele II, il primo soldato dell’indipendenza italiana, non è più. Irreparabile sventura colpì Colui che ci ha guidati alle battaglie, che ha ispirate, educate e mantenute in voi le virtù del cittadino e del soldato. Al suo magnanimo ardimento dobbiamo i gloriosi fasti che illustrano le nostre bandiere; al suo senno previdente, gli ordini e le armi di cui andate fieri ed onorati; alle sue salde virtù, l’esempio di ossequio alle libere istituzioni, di generosità nel soccorrere in ogni evento la Patria, di vigore nel tutelarla e nel difenderla. «Ufficiali, sott’ufficiali e soldati, già compagno dei vostri pericoli, testimonio del vostro valore, so di potere contare su di voi. Forti della vostra virtù, ricorderete che dove è la nostra bandiera ivi è il mio cuore di Re e di Soldato. - Umberto».