Comandini, 3 marzo 1883
• Oggi, quinto anniversario della sua incoronazione, Leone XIII rispondendo all’indirizzo che a nome di tutti i Porpoporati gli rivolge il cardinale Di Pietro, pronuncia un forte discorso in cui così reclama il potere temporale: «Fedeli ai solenni giuramenti prestati, ci sforziamo, come sempre fecero, i Predecessori nostri, di sostenere le sacre ragioni della Chiesa e di rivendicare anche i temporali diritti dell’Apostolica Sede, indegnamente violati
• Oggi, quinto anniversario della sua incoronazione, Leone XIII rispondendo all’indirizzo che a nome di tutti i Porpoporati gli rivolge il cardinale Di Pietro, pronuncia un forte discorso in cui così reclama il potere temporale: «Fedeli ai solenni giuramenti prestati, ci sforziamo, come sempre fecero, i Predecessori nostri, di sostenere le sacre ragioni della Chiesa e di rivendicare anche i temporali diritti dell’Apostolica Sede, indegnamente violati. Ed ecco tosto sono a pieno coro derise e schernite le nostre parole quasi vane querimonie e lamenti, e ci vediamo perciò fieramente fatti bersaglio alle ingiurie più basse e alle accuse più calunniose. Eppure queste legittime rivendicazioni sono unicamente ispirate dal dovere gravissimo che al Romano Pontefice incombe di tutelare in maniera non illusoria l’indipendenza della Santa Sede e la libertà vera del supremo potere della Chiesa».