Comandini, 16 settembre 1882
• Stasera, a Ronchi, in una stanza d’Albergo, è arrestato, in seguito alla denuncia del cocchiere che lo aveva qui trasportato da Udine, Guglielmo Oberdank
• Stasera, a Ronchi, in una stanza d’Albergo, è arrestato, in seguito alla denuncia del cocchiere che lo aveva qui trasportato da Udine, Guglielmo Oberdank. Il suo compagno Ragosa riesce a fuggire. Nella perquisizione sono trovate due bombe all’Orsini. Egli è condotto Montefalcone con numerosa scorta e di là a Trieste, sotto l’imputazione di aver voluto attentare alla vita dell’Imperatore d’Austria, che doveva recarsi il giorno successivo a visitare l’Esposizione a Trieste Il giovane triestino, a Udine, dove si era fermato prima di passare il confine, per attuare il gettito delle bombe, aveva scritto: «Oh, potesse questo mio atto condurre l’Italia a guerra contro il nemico! «Alla guerra, sola salvezza, solo argine, che possa arrestare il disfacimento morale, sempre crescente, della gioventù nostra. «Alla guerra, giovani, finché siamo in tempo di cancellare la vergogna della presente generazione, combattendo da leoni. Fuori lo straniero! E vincitori e forti ancora del grande amore della Patria vera, ci accingeremo a combattere altre battaglie, a vincere per la vera idea, quella che ha spinto mai sempre gli animi forti alle cruenti iniziative per l’idea repubblicana. «Prima indipendenza, poi liberi. Fratelli d’ Italia, vendicate Trieste e vendicatevi».