Comandini, 3 giugno 1882
• Nelle vie di Roma affisso per le cantonate si legge il seguente manifesto del Municipio: «Cittadini! Un immenso dolore colpisce d’improvviso Roma e l’intera Nazione! E’ morto il generale Giuseppe Garibaldi! Dal Campidoglio, dove ancora risuona la sua nobile voce, dove tanti gloriosi ricordi si accentrano dell’infaticata sua vita, la bandiera tricolore velata a gramaglia annuncia all’Italia la grande sventura! «Il vostro Municipio, interprete dei sentimenti dell’intera cittadinanza, invia, coll’animo profondamente commosso, il saluto della riconoscenza nazionale, l’espressione dell’unanime angoscia alla venerata memoria dell’eroe che riempì della sua fama tutto il mondo civile
• Nelle vie di Roma affisso per le cantonate si legge il seguente manifesto del Municipio: «Cittadini! Un immenso dolore colpisce d’improvviso Roma e l’intera Nazione! E’ morto il generale Giuseppe Garibaldi! Dal Campidoglio, dove ancora risuona la sua nobile voce, dove tanti gloriosi ricordi si accentrano dell’infaticata sua vita, la bandiera tricolore velata a gramaglia annuncia all’Italia la grande sventura! «Il vostro Municipio, interprete dei sentimenti dell’intera cittadinanza, invia, coll’animo profondamente commosso, il saluto della riconoscenza nazionale, l’espressione dell’unanime angoscia alla venerata memoria dell’eroe che riempì della sua fama tutto il mondo civile. «Roma che lo vide animoso affrontare i pericoli delle battaglie, per difendere entro le sue mura l’onore e l’indipendenza della Nazione, Roma oggi amaramente piange la estrema sua dipartita. «Il nome di Garibaldi sarà sacro, o Romani, nei ricordi di quanti amano la patria e la libertà sino a che duri nel mondo la devozione al valore, al disinteresse, alle più nobili virtù dell’uomo e del cittadino».