Comandini, 3 giugno 1882
• Al Senato il Presidente apre la seduta dicendo: «Degli uomini eccelsi che hanno fatta la nuova Italia sino a ieri uno ancora rimaneva appo noi: era grave la sua età, affranta la sua salute; e nondimeno tutti parevano credere che la morte non oserebbe rapircelo
• Al Senato il Presidente apre la seduta dicendo: «Degli uomini eccelsi che hanno fatta la nuova Italia sino a ieri uno ancora rimaneva appo noi: era grave la sua età, affranta la sua salute; e nondimeno tutti parevano credere che la morte non oserebbe rapircelo. I nostri voti fallirono. Ieri stesso, prima che scendesse la notte, Giuseppe Garibaldi, nella sua romita Caprera, ha esalato lo spirito. La storia che deve registrare le gesta di tanto Eroe si dorrà seco medesima che a compiere quest’ufficio non risorga Plutarco». Propongono quindi onoranze per Garibaldi gli on. Depretis, Sacchi, Errante, Serra, Cipriani, Caracciolo. Il Senato delibera poi di prendere un lutto di due mesi e di rinviare le sedute al giorno 12. Anche la Camera sospende le sedute fino al giorno 12. Teatri, Borse, Università, scuole, negozi sono chiusi in tutta Italia in segno di lutto nazionale. Sventolano le bandiere nazionali abbrunate.