Comandini, 5 marzo 1882
• Da Pesaro l’esploratore A. Cecchi scrive al direttore dell’Opinione mettendo in evidenza gli intrighi della Francia per acquistarsi amicizia con Re Menelik e influenza sull’Abissinia e dicendo fra l’altro: «E noi che cosa facciamo? A che ci serviranno i trattati d’amicizia con tanta fatica e con tante spese stipulati col Re dello Scioa per: opera del marchese Orazio Antinori specialmente e di altri italiani ?
• Da Pesaro l’esploratore A. Cecchi scrive al direttore dell’Opinione mettendo in evidenza gli intrighi della Francia per acquistarsi amicizia con Re Menelik e influenza sull’Abissinia e dicendo fra l’altro: «E noi che cosa facciamo? A che ci serviranno i trattati d’amicizia con tanta fatica e con tante spese stipulati col Re dello Scioa per: opera del marchese Orazio Antinori specialmente e di altri italiani ? ...Menelick apertamente disse al conte Antonelli e a me: «Mi provveda il vostro Re le armi.che m’abbisognano ed io gli sarò il migliore amico; aprirò agli Italiani tutto il mio paese, proclamerò un solo commercio, una sola via quella coti gli Italiani per Assab». Ma è naturale che egli ora accolga con lieto viso i Francesi, i quali appagano i suoi desideri e dimentichi noi ; anzi finirà per osteggiarci. E allora a che cosa ci servirà la Baia di Assab? Come si potranno tentare altre spedizioni geografiche nell’interno se tutti ci saranno nemici e se una potente nazione europea sarà tutt’occhi per impedirci qualunque influenza in que’ luoghi ?» (vedi 16 febbraio 1882).