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 1877  agosto 16 calendario

• Da Caprera G. Garibaldi scrive al direttore della Capitale, a proposito delle fortificazioni di Roma: «Roma ha bisogno d’esser abbellita e preservata dalle inondazioni (come Depretis ricorderà d’aver detto nel suo programma di Stradella e lo prometteva) e non attorniata da fosse e da baluardi come quelli di Castel Sant’Angelo, che sono una sentina di febbri

• Da Caprera G. Garibaldi scrive al direttore della Capitale, a proposito delle fortificazioni di Roma: «Roma ha bisogno d’esser abbellita e preservata dalle inondazioni (come Depretis ricorderà d’aver detto nel suo programma di Stradella e lo prometteva) e non attorniata da fosse e da baluardi come quelli di Castel Sant’Angelo, che sono una sentina di febbri. Esse che dalla parte esterna, ove non si vede mai il sole per sei mesi, sono schifose, saranno abbattute come quelle di Civitavecchia, quando l’Italia abbia un governo che si occupi del suo benessere. «Fortificar Roma, dicesi, per salvarla da un colpo di mano d’un esercito sbarcato sulle coste del Tirreno. Ma cotesto esercito non andrà a collocarsi sotto Monte Mario fortificato; e ci converrà quindi, cominciando da questo Monte, eseguire un sistema di forti il quale abbracci tutta la periferia della Capitale, cioè Monte Mario, il Vaticano, il Gianicolo, l’Aventino, il Palatino, il Campidoglio, l’Esquilino e il Pincio; senza contare gli indispensabili forti esterni». Soggiunge infine: «che conviene avere una buona marina ed una nazione organizzata militarmente per impedire l’uscita dei nemici e non l’entrata giacchè le coste della penisola e delle isole sono sguernite e saranno sempre accessibili a chiunque voglia sbarcarvi» (vedi 12 agosto 1877).