Comandini, 3 maggio 1877
• Al Senato il senatore Cadorna termina il suo discorso iniziato ieri dicendo che l’art. 1° del progetto di legge fa rivivere l’appello per abuso e perciò è apertamente contrario alla legge delle Guarentigie
• Al Senato il senatore Cadorna termina il suo discorso iniziato ieri dicendo che l’art. 1° del progetto di legge fa rivivere l’appello per abuso e perciò è apertamente contrario alla legge delle Guarentigie. Afferma che tutte le mene manifeste ed occulte della reazione clericale non hanno potuto impedire il nostro ingresso in Roma nè la promulgazione della legge delle Guarentigie. Aggiunge che neppure in Piemonte tutti gli sforzi della reazione clericale valsero ad impedire la legge Siccardi, l’istituzione del matrimonio civile, la soppressione delle corporazioni religiose, la vendita dei loro beni. Sostiene poi che nessun fatto grave e proporzionato alla eccezionalità della legge ne giustitica la necessità. Rispondendo al sen. Amari, che disse la libertà della Chiesa essere una poesia, esclama che è la poesia che ci ha condotti a Roma.