Comandini, 12 marzo 1877
• Concistoro in Vaticano. Il Papa nomina undici nuovi cardinali e pronuncia una violenta allocuzione accennando alle leggi di soppressione delle Corporazioni religiose, alla legge sull’abolizione della esenzione dei chierici dalla leva, al progetto di legge sugli abusi dei ministri dei culti, considerato come impedimento all’esercizio del ministero sacerdotale
• Concistoro in Vaticano. Il Papa nomina undici nuovi cardinali e pronuncia una violenta allocuzione accennando alle leggi di soppressione delle Corporazioni religiose, alla legge sull’abolizione della esenzione dei chierici dalla leva, al progetto di legge sugli abusi dei ministri dei culti, considerato come impedimento all’esercizio del ministero sacerdotale. Dice, fra l’altro: «Corre già il settimo anno dacché un Governo usurpatore, calpestando ogni diritto divino ed umano, in onta alla fede dei più solenni trattati, ed abusando dell’infortunio di una generosa nazione, occupò a mano armata tutto il resto delle Nostre Province, ed invase questa Santa Città riempiendo di lutto con la consumazione di un’opera così iniqua la Chiesa Universale. Malgrado le ipocrite e sleali promesse fatte in quel momento dagli usurpatori ai Governi Esteri di volere rispettare la libertà della Chiesa e l’indipendenza del Romano Pontefice, Noi non ci facemmo punto illusione sul triste e misero avvenire, che sotto il loro dominio Ci era riservato; che anzi ben conoscendo i rei disegni che sono propri di uomini stretti fra loro da uno stesso spirito di rivoluzione e da vincoli iniqui, pronunciammo già che scopo di quella sacrilega invasione non era tanto la conquista del Nostro Stato, quanto il pravo disegno di distruggere più facilmente, mediante la soppressione del Nostro temporale dominio, le istituzioni tutte della Chiesa, annientare l’autorità della Santa Sede, abbattere il supremo potere del Vicario di Gesù Cristo, a Noi, benché immeritevoli confidato». Così prosegue poi contro la legge, testé votata, Degli abusi del clero: «Ora quest’opera di demolizione e di distruzione di ogni ecclesiastico ordinamento può dirsi compiuta, se non quanto ai disegni e all’odio dei persecutori, almeno quanto ai gravissimi danni che fino a questo giorno essi accumularono; e solo che si volga uno sguardo retrospettivo sulle leggi e decreti emanati in questo breve periodo di tempo, si vedrà chiaramente che uno dopo l’altro tutti i mezzi Ci furono tolti per governare come si conviene la Cattolica Chiesa... Soppressi gli ordini religiosi, venne a sua volta la distruzione del clero secolare, e Noi insieme ai Vescovi dell’Italia fummo costretti a vedere ahi! con quale dolore! strappate con altra infausta legge dal Santuario le più belle speranze della Chiesa, obbligandosi i giovani chierici, nel momento stesso che devono consacrarsi definitivamente a Dio, a cingere le armi, ed a menare una vita del tutto opposta allo spirito di loro vocazione. Che più? Con altra ingiusta legge vedemmo tutto il patrimonio, che la Chiesa per sacri ed inviolabili titoli possedeva, in gran parte usurpato, ed in parte sostituito da tenui assegni esposti all’eventualità dei tempi ed al capriccio dei governanti... Distrutta così ogni religiosa istituzione, altro non manca chen impedire ai Ministri dell’Altare l’esercizio del loro ministero spirituale; e questo si è fatto con la legge ultimamente votata nella Camera dei Deputati, e che ha per titolo - degli abusi del clero - ... La parola dei Vescovi, dei Sacerdoti rimarrà inceppata e soffocata; e non meno lo sarà quella del Vicario di Gesù Cristo, che sebbene personalmente lo si dica irresponsabile per ragioni di politica, lo si vuole non pertanto punito nella persona dei suoi complici, come non avea difficoltà di dichiararlo un Ministro in pubblico Parlamento, allorché, alludendo alla Nostra persona, assicurava non essere nella scienza e nella legislazione penale nè una novità, nè una giuridica anomalia la punizione dei complici, quando non si possa punire l’autore principale. Dal che si comprende che il lanciato con dardo questa legge, secondo l’intendimento dei governanti, viene a ferire anche Noi». Fra i cardinali nominati nel Concistoro di oggi si notano mons. d’Apuzzo, arcivescovo di Capua e mons. Canossa, vescovo di Verona che nel Concilio del 1870 furono fra i difensori più vivaci del dogma dell’infallibilità.