Comandini, 5 gennaio 1877
• A Firenze, e in tutta Italia, si leggono con interesse vivissimo le relazioni del processo della Gazzetta d’Italia
• A Firenze, e in tutta Italia, si leggono con interesse vivissimo le relazioni del processo della Gazzetta d’Italia. Il Pubblico Ministero rimprovera la stampa in generale, e la Gazzetta d’Italia in particolare, per aver attaccato l’on. Nicotera, designandolo quale delatore e impunitario. Dichiara essere generiche le affermazioni del Nicotera circa il partito murattista nelle province napoletane e insignificanti quelle relative alle carte rinvenute negli abiti del Pisacane. Circa i preparativi dei rivoltosi, i Comitati e il quartier generale degli insorti in Casa dei Romano afferma che nulla fu detto dal Nicotera che la polizia già non sapesse. Aggiunge che a nessuno recarono danno le dichiarazioni del Nicotera circa il vapore Cagliari e che era impossibile celare che due feriti, trovatisi a bordo, fossero cospiratori. Conclude riconoscendo la Gazzetta colpevole di libello famoso e domandando la condanna del gerente a due mesi di carcere e a 500 lire di multa.