Comandini, 28 novembre 1876
• Alla Camera l’on. Correnti dà lettura dell’indirizzo in risposta al discorso della Corona, in cui si dice, fra l’altro: «Lunga ed ardua è l’opera alla quale Voi ci confortate, e che la volontà nazionale ci impone
• Alla Camera l’on. Correnti dà lettura dell’indirizzo in risposta al discorso della Corona, in cui si dice, fra l’altro: «Lunga ed ardua è l’opera alla quale Voi ci confortate, e che la volontà nazionale ci impone. L’eredità di lavoro lasciataci dalla precedente legislatura già per sè stessa ci avrebbe imposto un’assidua operosità: discutere i Codici che ancora mancano a dare compiuta l’unificazione legislativa, ponderare nuovi trattati Commercio, riordinare il servizio delle Poste oltremarine e delie nostre strade ferrate, estendere i benefici a quelle parti d’Italia che ancora ne difettano, stabilire e mantenere l’equilibrio effettivo del bilancio. A questo compito, già si grave, si aggiunge ora la felice necessità di affrontare il grave tema propostoci dalla M. V.: quello di rivedere tutto l’edificio governativo per ridurne a robusta semplicità i congegni, allargare il campo dalle franchigie amministrative e ricondurre lo Stato al suo naturale ufficio di tutore e mallevadore delle pubbliche libertà, e l’altro, non meno difficile né meno urgente, di attenuare i disagi delle esazioni e le sproporzioni delle gravezze pubbliche, senza discapito del Tesoro Nazionale... «...Per raggiungere questa meta è necessaria la pace. Noi confidiamo che il senno del Vostro Governo in mezzo a gravi difficoltà, da gran tempo preparate e prevedute, saprà mantenerla; ma noi sappiamo che il Re e il Paese vogliono una pace onorata e sicura; e però accoglieremo confidenti le proposte intese a conchiudere il nuovo ordinamento dell’esercito, a rifondare la marineria, a rafforzare dei necessari munimenti le frontiere. Forte della sua positura geografica, e più della sua lealtà, della sua fedeltà ai trattati, della sua devozione pei veri interessi della civiltà europea, l’Italia desidera di potersi tutta consacrare agli studi ed al lavoro; ora per questo essa sente che deve essere tanto forte, da poter rimanere,dentro le sue Alpi, e sotto la guardia del suo valoroso esercito, paziente, prudente e rispettata».