Comandini, 12 ottobre 1876
• Da Caprera Garibaldi scrive al direttore della Capitale a Roma sulla questione d’Oriente, sulla necessità che l’Impero della Mezzaluna torni verso i suoi lari della Tartaria e soggiunge: «Dopo codesta mostruosità, ne rimane in Europa un’altra, non meno esosa per noi italiani, che si chiama Impero d’Austria, e che per essere un po’meno odiosa, e abominevole, ha preso la denominazione di Austria-Ungheria
• Da Caprera Garibaldi scrive al direttore della Capitale a Roma sulla questione d’Oriente, sulla necessità che l’Impero della Mezzaluna torni verso i suoi lari della Tartaria e soggiunge: «Dopo codesta mostruosità, ne rimane in Europa un’altra, non meno esosa per noi italiani, che si chiama Impero d’Austria, e che per essere un po’meno odiosa, e abominevole, ha preso la denominazione di Austria-Ungheria. Ebbene: la diplomazia, nella tradizionale sua saviezza, cerca di conservare per molto tempo ancora cotesto colosso multiforme ed eterogeneo, che si mantiene in piedi per la sventura di tante popolazioni...»