Comandini, 8 ottobre 1876
• A Stradella, nel banchetto offertogli dai suoi elettori (250 coperti) l’on. Depretis parla per circa due ore, ascoltato con molta attenzione, difendendo il Ministero specialmente dalle contradditorie accuse di voler tutto e troppo rinnovare
• A Stradella, nel banchetto offertogli dai suoi elettori (250 coperti) l’on. Depretis parla per circa due ore, ascoltato con molta attenzione, difendendo il Ministero specialmente dalle contradditorie accuse di voler tutto e troppo rinnovare. Conferma essere suo fermo proposito di procurare la sincerità delle elezioni, fondamento della efficacia ed autorità degli ordini rappresentativi. Condanna la teoria che il Governo sia un partito. La monarchia, egli dice, non solo ci ha dato la unità, ma ci ha reso possibile la vera libertà di discutere, di sperimentare, di tentare nuove vie, nuove combinazioni, creando un’arena di lotte legali, sopra la quale sta inviolata e inviolabile la fedeltà alle istituzioni fondamentali del Regno e la concordia d’affetto per il Re. (Brindisi al Re). L’on. Depretis entra quindi nel vivo delle questioni. Accenna alla somiglianza del programma del nuovo Ministero con quello del Ministero precedente, dicendo che egli crede di avere il diritto e il dovere di prendere il meglio anche dai suoi avversari politici che sono sempre stati avvezzi ad appropriarsi le idee della Sinistra. Dice che i programmi si distinguono per l’ordine e l’importanza data alle questioni, per lo spirito con cui si cerca di risolverle, per la volontà con cui si conduce, si rallenta o si affretta la macchina governativa. Il programma della rivoluzione italiana, libertà e unità, è raggiunto. Ma della libertà abbiamo il germe e non la piena attuazione. Abbiamo ancora la servitù della finanza e quella delle complicazioni e delle confusioni amministrative. Parla a lungo della finanza; dice che il bilancio del 1877 si presenterà migliorato. Espone i lavori delle Commissioni governative che, specialmente quanto alle imposte, hanno preparato la materia di utili e conclusive risoluzioni. Annuncia che saranno temi delle future discussioni parlamentari la revisione delle imposte sul macinato, sulla ricchezza mobile, sulla ricchezza fondiaria, la riforma della legge comunale e provinciale, il primo libro del Codice Penale, il Codice di Commercio, i trattati di Commercio, la concessione dell’esercizio delle strade ferrate e la costruzione di nuove linee, ecc. Spiega che cosa intende per libertà della Chiesa, si dichiara favorevole all’istruzione popolare obbligatoria e a un allargamento del voto eletturale. Sulla politica estera dice poche parole; rinnova le dichiarazioni fatte al Parlamento il 28 marzo. Assistono al banchetto i ministri Brin e Coppino, i deputati Cairoli, Maiocchi, Villa, Spantigatti, Corte, Cucchi, Ercole, Pissavini e Marazio; i prefetti di Milano, Pavia, Torino e Bologna.