Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1875  marzo 15 calendario

• L’Opinione di Roma di oggi, nell’annunciare la prossima visita di Francesco Giuseppe al nostro Re, osserva: «Vittorio Emanuele non ha mai dovuto né disdirsi né pentirsi ed è entrato a Roma nel 1870 continuando quella stessa politica che suo padre nel 1848 aveva annunziata ai popoli fedeli

• L’Opinione di Roma di oggi, nell’annunciare la prossima visita di Francesco Giuseppe al nostro Re, osserva: «Vittorio Emanuele non ha mai dovuto né disdirsi né pentirsi ed è entrato a Roma nel 1870 continuando quella stessa politica che suo padre nel 1848 aveva annunziata ai popoli fedeli. Ma in Francesco Giuseppe vi sono due uomini: il Sire del ‘66 ha cancellato quello del ‘48, egli ha dovuto lottare contro le tradizioni della sua Casa, gli istinti dei suoi consiglieri e da solo ha potuto alzare lo sguardo in questo nuovo orizzonte in cui i principi esercitano per delegazione dei popoli anziché per grazia di Dio il loro magistero. Ed oggi si sente così trasformato, così persuaso della nuova via, così assistito dal favore dei suoi popoli, così sereno e pago, che sceglie a convegno con Vittorio Emanuele quella Venezia ove ha imperato e che fu l’ultima ad abbandonare».