Comandini, 21 ottobre 1871
• Da Caprera Garibaldi scrive a Petroni: «Ch’io sono repubblicano di fatto non ho bisogno di provarlo ai miei disertori del’60, di Talamone e di Mentana
• Da Caprera Garibaldi scrive a Petroni: «Ch’io sono repubblicano di fatto non ho bisogno di provarlo ai miei disertori del’60, di Talamone e di Mentana. E, repubblicano di coscienza, ho fatto quel poco che ho potuto nell’azione, astenendomi sempre di gettare, come fa la vostra setta oggi, la discordia nelle file della democrazia. E chi vi ha ricolmo di tanta atra bile, oggi, che nessuno si occupava dei misteri vostri, del vostro grande esule, che tutto il mondo sa esser in Italia preparandosi alla grande battaglia, di cui vuole essere generalissimo, intendiamoci bene, giacche, se non lo sapete, v’assicuro io che egli non transige sulle sue capacità tattiche-strategiche». Accennando all’ Internazionale, dice: «Non è essa una emanazione dello stato anormale in cui si trova la società nel mondo ? E quando essa possa esser tersa da certe dottrine, forse introdotte dalla malevolenza dei suoi nemici, essa non sarà la prima, ma certo potrà essere la continuazione dell’emancipazione del diritto umano».