Comandini, 28 maggio 1873
• A Milano, fin dalle 9 di questa mattina, il popolo si accalca nelle adiacenze di Palazzo Marino, fino in Piazza della Scala, aspettando l’apertura del salone del Consiglio Comunale, trasformato in cappella ardente per la salma di Alessandro Manzoni
• A Milano, fin dalle 9 di questa mattina, il popolo si accalca nelle adiacenze di Palazzo Marino, fino in Piazza della Scala, aspettando l’apertura del salone del Consiglio Comunale, trasformato in cappella ardente per la salma di Alessandro Manzoni. Il Corriere di Milano di oggi così descrive la cappella ardente: «Il catafalco sorge a poco più d’un metro dal suolo, nel centro della sala, dirimpetto alla gran porta. Alessandro Manzoni è vestito di nero, secondo il suo costume giornaliero. Le mani sono coperte ad guanti neri. La testa, che è di una raggiante bianchezza, è appoggiata a due guanciali di raso bianco, riccamente guarniti di cordoni e fiocchi d’oro. Il rimanente del corpo posa sopra una coltre di raso giallo ricamato in oro. Dal catafalco scende un ampio tappeto divelluto nero, che copre, all’ingiro, gran parte del pavimento. «Sei grandiose corone di fiori sono deposte dai due lati ai piedi della salma, e dal catafalco alle pareti la sala è tutta cosparsa di rose di diversi colori. A un passo dalla salma, uno a destra, l’altro a sinistra, si tengono in piedi due ufficiali sanitari in uniforme; dai lati stanno pure due ufficiali e due militi della Guardia Nazionale; e più in là, finalmente, tutt’intorno, sono postati gli uscieri municipali, alcuni in livrea rossa, altri in abito nero. «Dietro la testa dell’estinto sorge un crocifisso di metallo fiancheggiato da due grossi candelabri di argento. Ai fianchi della salma sono poi quattro alti e massicci candelabri, ciascuno dei quali regge sette torce. Le finestre della sala sono coperte da gramaglie e le dorature delle pareti da veli neri... «... L’affluenza del pubblico è tale che non è permesso fermarsi nella sala più di un minuto o due». La truppa, i carabinieri e le guardie riescono a stento a contenere la folla. All’aprirsi della porta della cappella ardente l’impeto è tale che parecchi cadono a terra e vengono contusi; tre donne svengono.