Comandini, 20 febbraio 1873
• I giornali d’oggi pubblicano il messaggio inviato dal Re Amedeo alle Cortes per la sua abdicazione, l’11 corr
• I giornali d’oggi pubblicano il messaggio inviato dal Re Amedeo alle Cortes per la sua abdicazione, l’11 corr. in cui dice fra l’altro: «Sono due lunghi anni che ho cinto la corona di Spagna, e la Spagna visse in una lotta perpetua, vedendo ogni giorno più allontanarsi l’era di pace e di felicità che io desideravo così ardentemente. Se i nemici della sua quiete fossero stranieri allora io sarei il primo a combatterli, alla testa di quei soldati che sono tanto valorosi quanto indurati alle fatiche; ma tutti quelli che con la spada, colla penna, colla parola aggravano e perpetuano i mali della nazione sono spagnoli. Tutti invocano il dolce nome della patria, tutti combattono e si agitano pel suo bene, ed in mezzo al rumore del combattimento, in mezzo al clamore confuso, assordante, contradditorio dei partiti, in mezzo a tutte le opposte manifestazioni dell’opinione pubblica, è impossibile affermare quale sia la vera e più impossibile ancora trovare il rimedio a mali simili».