Comandini, 1 novembre 1874
• Pio IX, rispondendo all’indirizzo della Società Primaria Romana per gli interessi cattolici, ha parole di fuoco contro la stampa e specialmente contro il giornale La Capitale: «L’abuso della stampa è uno dei mezzi principali, di cui i nemici nostri si avvalgono per disseminare la corruzione
• Pio IX, rispondendo all’indirizzo della Società Primaria Romana per gli interessi cattolici, ha parole di fuoco contro la stampa e specialmente contro il giornale La Capitale: «L’abuso della stampa è uno dei mezzi principali, di cui i nemici nostri si avvalgono per disseminare la corruzione. Certi giornali infatti che compariscono, non più fra le tenebre e nel segreto, ma apertamente qui in Roma, imbrattati della più velenosa bava d’inferno, dipingono tutto giorno con negri colori, o beffeggiano con frasi di scherno e di disprezzo uomini onesti, solo perchè cattolici o ministri della Chiesa... In questi stessi giorni mi sono stati portati diversi giornali, e fra gli altri uno bestemmiatore al pari o più degli altri, e che chiamano La Capitale. In esso ho letto cose tali che ben gli meritano che si abbia il nome della Capitale; ma Capitale dell’empietà, Capitale di quanto vi ha di peggio nel mondo corrotto. Ed è troppo doloroso al mio cuore il sentire che un giornale di tal natura vada per le mani di molti, anche nelle infime classi del popolo, e si legga con avidità a danno delle anime e a gravissimo pregiudizio di intere famiglie. «Altre volte questi fogli furono da Noi proibiti, ed in questa occasione torniamo a proibirli tutti, o, a dir meglio, confermiamo le antiche proibizioni con le annesse misure. Tutt’al più se ne servano gli artisti, ma per impiegarli all’uso dei loro mestieri; se ne serva il fabbro-ferraio, ma per accendere la fucina; se ne serva il calzolaio, ma per involtarvi la pece...»