Comandini, 26 giugno 1874
• Il Papa, ricevendo una deputazione del Patriziato Romano, così si duole dei disordini avvenuti il 21 giugno: «Ho veduto due dimostrazioni; l’una fatta di giorno, l’altra di notte
• Il Papa, ricevendo una deputazione del Patriziato Romano, così si duole dei disordini avvenuti il 21 giugno: «Ho veduto due dimostrazioni; l’una fatta di giorno, l’altra di notte. Quella di giorno spontanea, improvvisa, amorevole, filiale: e questa è quella che ha gridato: Viva! e che ha desiderato la vita. Quella scoppiata di notte s’inoltrò al Vaticano da gran distanza, dopo aver assordato le vie nel suo passaggio con voci scomposte, minacciose, brutali. Illuminava la strada alla tumultuante Congrega la pallida e fosca luce di certe faci composte di pece, bitume e non so di che altri infernali ingredienti. E questa Congrega gridò: Morte!» Aggiunge di aver ricevuto una lettera con un’offerta di ospitalità in un’ampia abitazione oltremonti perchè «a fronte delle guarentigie si sospetta e si teme oltremonti che il Papa sia mal sicuro in Italia». - Ma se avessi innanzi quelli che reggono i miserandi destini della penisola, soggiunge - direi: «Carissimi figli (figli traviati, ma figli) sono circa quattro anni da che mi trovo volontariamente, e ora necessariamente ristretto nel Vaticano; mi ci trovo anche adesso, testimonio dolente dei mali di ogni genere che opprimono Roma, questa veneranda città, cui si tenta tornare al magistero dell’errore. Vi sono stato finora, vi sto e vi starò fino al momento in che Dio stesso farà conoscere la sua volontà e l’ordine della sua Provvidenza».