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 1874  giugno 21 calendario

• Pio IX riceve i rappresentanti del primo Congresso Cattolico Italiano, tenuto a Venezia e dice: «La cattiva stampa grida contro di voi, e perchè dessa è l’eco dei moltissimi cattivi, cosi non è da fare meraviglia se blatera e condanna, sentenziando che questi sono gli ultimi sforzi di un corpo che perde ogni giorno il suo vigore, e vi assimila ad un frutto, al quale vien tolto ad ogni momento una foglia, di guisa che a poco a poco si esaurisce e si perde»

• Pio IX riceve i rappresentanti del primo Congresso Cattolico Italiano, tenuto a Venezia e dice: «La cattiva stampa grida contro di voi, e perchè dessa è l’eco dei moltissimi cattivi, cosi non è da fare meraviglia se blatera e condanna, sentenziando che questi sono gli ultimi sforzi di un corpo che perde ogni giorno il suo vigore, e vi assimila ad un frutto, al quale vien tolto ad ogni momento una foglia, di guisa che a poco a poco si esaurisce e si perde». Rispondendo poi agli auguri per il 28° anniversario della sua esaltazione al Pontificato, dice: «Speriamo che come il gaudio del Principio di questo Pontificato si è converso in tristezza, cosi la fine si converta in gaudio. Quando nel giorno 17 giugno 1846 fu aperto il Conclave per dare adito a molti di conoscere più da vicino il nuovo Papa tutto era gaudio e allegrezza. Alcuni del Corpo Diplomatico sollecitamente erano penetrati nella Cappella del Quirinale, e fra gli altri con maggiore sollecitudine si era avvicinato al Papa il ministro del Re di Sardegna. Il Papa si accostava all’altare vestito in abito pontificale per poi presentarsi al popolo dalla gran Loggia; e il ministro del Re di Sardegna con ansietà prese la coda del paludamento pontificale, e tenne ad onore di poter essere il primo che potesse rendere questo ufficio al nuovo Papa. «A questo atto esterno di cordiale intelligenza fra la S. Sede e il Piemonte tennero dietro certe lettere affettuose che confermavano più ufficialmente la buona armonia». «Fin qui gaudio ed amicizia. Più tardi tutto si cambiò in tristezza; giacché lo stesso Piemonte mi tolse quasi tutta la veste del dominio temporale, e col 20 settembre 1870 s’inoltrò e penetrò dentro Roma, non per reggere ma per strappare con violenza la stessa coda, che della violata vesta ancor rimaneva! Ed ecco come il gaudio si cangiò in tristezza».