Comandini, 23 marzo 1874
• Pio IX, rivolgendosi alla Nobiltà Romana, raccoltasi nella sala del Concistoro per rinnovargli le proteste di fedeltà e devozione, in occasione della celebrazione del 25° anniversario del Regno di Vitt
• Pio IX, rivolgendosi alla Nobiltà Romana, raccoltasi nella sala del Concistoro per rinnovargli le proteste di fedeltà e devozione, in occasione della celebrazione del 25° anniversario del Regno di Vitt. Emanuele, dice: «In materia di rivoluzioni vediamo ripetersi sempre le stesse iniquità. Lasciando tutte le altre, diamo solo un’occhiata al 1789 e 1874. In quella del secolo scorso si adorava la ragione e si sragionava ferocemente. Beni ecclesiastici usurpati, clero e onesti perseguitati, stati e regni ingiustamente occupati, patiboli insanguinati: insomma la ragione che pretendeasi adorare era sparita, e un odio feroce dirigea tutto l’andazzo di quell’infelice tempo. «Nella rivoluzione, che anche adesso prosegue nel suo spaventoso cammino, si adora la materia, e si ripete lo spoglio delle chiese, la persecuzione del clero, l’ostracismo ai buoni, le prigioni ai Vescovi, le fucilazioni e le morti... «Queste rivoluzioni hanno sempre fatto precedere il grido di liberta e la diminuzione o soppressione delle tasse, specialmente quelle che aggravano il popolo; ma, poco dopo, le tasse sono ricomparse assai più gravose, e mentre si è seguitato a gridare libertà, la rivoluzione siede tiranna sul trono, solo occupata a distruggere l’antico, ad impinguare se stessa».