26 giugno 1913
Tags : Le elezioni in Italia
Elezioni, il suffragio diventa “quasi universale”
• Promulgato il Testo unico della riforma elettorale, con il quale è introdotto in Italia il suffragio “quasi universale”. Il diritto di voto è esteso a tutti i maschi capaci di leggere e scrivere e che abbiano compiuto 21 anni, mentre agli analfabeti è data la possibilità di votare solo se hanno compiuto 30 anni di età. Inoltre, il voto viene esteso a tutti i cittadini che abbiano già prestato servizio militare. Gli aventi diritto passano così dai 2.930.473 del 1909 a 8.443.205.
• «Date le caratteristiche sociali delle varie aree del paese, l’aumento degli elettori fu massimo in Sicilia, Sardegna, Calabria e Basilicata, mentre fu più limitato nelle regioni settentrionali. Un’altra, importante, novità riguardava gli italiani all’estero, per i quali si stabilì di consentire l’iscrizione in un’apposita lista elettorale». [www.camera.it]
• La media dell’analfabetismo tra i maschi maggiorenni in questo momento in Italia è del 34,7%. La punta massima è la provincia di Caltanissetta (63,8%), la minima Torino (6,9%).
• La riforma modifica anche la norma per l’elezione al primo turno: risulterà immediatamente eletto il candidato che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti, in presenza di una partecipazione al voto di un decimo degli aventi diritto.
• «Con l’allargamento del suffragio Giolitti propose un’altra misura: una indennità parlamentare (6 mila lire all’anno) per tutti i deputati che non avessero stipendio o pensione a carico del bilancio dello Stato». [Sergio Romano, Cds 12/6/2009] [Leggi qui l’articolo di Sergio Romano].