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 1991  febbraio 08 Venerdì calendario

Occhetto, segretario del Pds

• A Roma il Consiglio nazionale del Pds si riunisce per eleggere il segretario. Contrariamente alle dichiarazioni precedenti Occhetto è presente. Si è appena fatto due giorni nella sua cascina sul colle di Capalbio: «Mi metterò a disposizione del partito e valuterò le proposte che verranno» Con 376 sì sui 524 membri del Parlamentino del partito, 127 no, 17 astenuti e 4 schede bianche, Occhetto è il primo segretario del Pds. Raccoglie quasi il 72% dei consensi. Massimo D’Alema, numero due del partito e grande tessitore dietro le quinte, è l’artefice di questo secondo round vittorioso.
• Gli assenti alla votazione sono 23 ma sono tutti giustificati. Giglia Tedesco: «Hanno telefonato o mandato telegrammi per motivare la loro assenza. Erano malate Laura Conti, Katia Franci e Wanda Spoto. Per telefono l’ex capogruppo alla Camera Renato Zangheri e il sindaco di Bologna Renzo Imbeni hanno informato la presidenza che erano bloccati dalla neve sull’ autostrada. Zangheri è riuscito ad arrivare in tempo, Imbeni no. È arrivato troppo tardi anche Luigi Brillante, venuto da Francoforte». La presidente aveva appena annunciato la chiusura delle votazioni quando Brillante è entrato in sala: «Naturalmente il compagno non può votare, ma il suo ritardo è giustificato: lavora nell’emigrazione, veniva direttamente da Francoforte» [Giorgio Battistini e Stefano Marroni, Rep. 9 /2/1991].
• Commenti Claudio Petruccioli, amante come Occhetto della vela: «Abbiamo preso un colpo di vento, c’è stata una strambata, ma abbiamo subito rimesso la barca in linea di navigazione, sulla rotta giusta»; Giorgio Napolitano, il leader dei riformisti, ha voluto confermare che «il risultato della votazione ha costituito una piena conferma della limpidezza delle posizioni politiche assunte dalle diverse componenti del Pds nel dibattito sulla candidatura di Occhetto». Anche Antonio Bassolino era dalla parte di Occhetto: «Mi sembrava doveroso risolvere la crisi che si era aperta a Rimini, dare un segretario al partito perchè questa decisione rende più libera e più forte la discussione interna»; Nilde Iotti si è detta «contentissima del vasto consenso che ha raccolto il primo segretario dei democratici di sinistra» e poi ha esclamato: «Siamo fuori dal tunnel». C’è pure chi ha confermato il no ad Occhetto (circa il 30% del partito) ma non si è voluto  presentare un’altro candidato. Aldo Tortorella: «Il compito di presentare il candidato spetta alla maggioranza. La maggioranza esiste, è ampia e ha un proprio candidato naturale: era assurdo contrapporre qualche altro compagno». Gavino Angius, anch’egli oppositore della prima ora, ha poi giudicato sensate e molto giuste le cose dette da Occhetto, rilevando che questa è la vera conclusione del congresso: «Diciamo la verità è una conclusione scontata al di là delle differenze che c’erano, tanto è vero che con tutte le riserve che abbiamo avanzato sul piano politico non abbiamo presentato alcuna candidatura alternativa». Secondo Angius si tratta ora di «ripartire da questo voto, dal clima positivo in questo consiglio nazionale nel quale nessuno ha rinunciato alle proprie posizioni».
• Su proposta di Occhetto il Consiglio nazionale del Pds ha nominato la commissione che dovrà indicare una lista di candidati per i nuovi organismi dirigenti (direzione, presidenza del Cn). Della commissione fanno parte Nilde Iotti, Luciano Lama, Ugo Pecchioli, Massimo D’Alema, Gianni Pellicani, Giorgio Napolitano, Alfredo Reichlin, Michele Magno, Claudia Mancina, Tiziana Arista, Giglia Tedesco, Pietro Folena, Mauro Zani, Roberto Vitali, Vannino Chiti, Aldo Tortorella, Gavino Angius, Lucio Magri, Fulvia Bandoli, Antonio Bassolino, Marco Minniti, Paolo Flores d’ Arcais, Paola Gaiotti e Franco Bassanini.