3 febbraio 1991
Tags : La svolta della Bolognina
La festa d’addio del giornalista comunista
• Filippo Ceccarelli sulle pagine della Stampa: «Dov’è la festa? A Igea Marina, una decina di chilometri dalla città congressuale, appuntamento al ristorante-dancing «Rio Grande», in genere adibito alle danze della terza età e comunque fornito di ricco parco di divertimenti con cavalli, cervi, capre, laghetto, mini-golf, trenino e pista di autocross. Alle 23 la sala stampa si trasferirà nella ex-casa colonica trasformata in gigantesco night dai fratelli Urbinati, due scaltri gestori democratici e di sinistra, per la «festa d’addio del giornalista comunista». Per lire 22 mila – promette il comitato organizzatore – si mangia, si beve, si balla. E si chiude con una gloriosa tradizione. Non fa una piega, del resto, il sillogismo di Pietro Spataro, il caposervizio politico dell’Unità che, pur essendo del No, è uno degli ideatori dei festeggiamenti: «Finisce il Pci, finisce il comunismo e quindi finisce anche la figura del giornalista comunista». [Leggi qui tutto l’articolo di Ceccarelli]