31 gennaio 1991
Tags : La svolta della Bolognina
Nessun addio al Pci
• Mimmo Fuccillo su Rep: «Rimini. È l’una e trenta del mattino in una stanza dell’hotel Ambasciatori, i muscoli delle gambe fanno male per la prolungata immobilità di uomini da ore incollati alle sedie, la relazione di Achille Occhetto è un ventaglio di fogli sparsi ma finalmente distillati, approvati, buoni per l’uso. In quella pila di carte ci sono migliaia di parole, frutto di una prolungata caccia all’aggettivo giusto, di una al tempo stesso spontanea e maniacale cura dei dosaggi, degli effetti, dei significati. Tutto viene riletto e rivagliato: è finita, va bene e probabilmente nessuno dà peso al fatto che il termine comunista compaia solo due volte. Solo per dire della feconda presenza dell’idealità comunista contraddetta e calpestata dall’esperienza storica del comunismo internazionale. Comunismo: un ricordo, una traccia, non un dolore e neanche un rimpianto. Qualcosa che scivola via e che non ingombra l’ultima notte di quello che fu il Partito comunista italiano. Poche ore dopo, stavolta forse volutamente, alla prima occasione per menzionare il suo partito, Occhetto dirà: Ma di quale salto all’indietro del Pds si parla.... Pds dunque, e così sia. È stata una notte senza brindisi e senza lacrime, il comunismo non esigeva più nemmeno addii. Qualcuno, giorni fa, aveva pensato e proposto di salutare il Pci che se n’è andato, di rendere esplicito il funerale e il battesimo». [Leggi qui tutto l’articolo di Mimmo Fuccillo su l’ultima notte da comunisti]