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 1991  gennaio 31 Giovedì calendario

Il discorso di Occhetto

• «Cari compagni e care compagne, in molti sentono che è giunta in qualche modo l’ora di cambiare», così inizia l’ultimo discorso di Achille Occhetto quale segretario del Pci (...) «Non si tratterà solo di cambiare targhe sulle porte delle sezioni, occorrerà andare a una grande opera di conquista e di proselitismo». «Oggi è un momento importante della nostra vicenda collettiva e sarà un momento memorabile della storia politica d’Italia». E «Per costruire, con il compito, con l’orgoglio che vi guida, il futuro dell’Italia» [La Storia siamo noi].
• La relazione di Occhetto dura due ore.
• Il palco è stato abbassato per ridurre la distanza tra dirigenti e militanti.
• Alla mozione vincente di Occhetto, appoggiata da D’Alema, Fassino, Iotti, Reichlin, Mussi, Veltroni e Folena, si oppongono quella del Fronte del No (Cossutta, Garavini, Salvato, Ingrao, Magri, Bertinotti, Natta, Tortorella, Angiu ) e la mozione di Antonio Bassolino, che decidono così di non aderire al Pds e di continuare l’esperienza del Pci sotto il nome di una nuova formazione politica, Rifondazione Comunista.
• La falce e il martello, simbolo del Pci finisce sotto la Quercia, nuovo simbolo del Pds.
• Tra i fondatori del nuovo Pds, anche 300 intellettuali eletti tra simpatizzanti e club sorti per la costituente.
• Fuori dal Pci, reazioni positive giungono da Vittorio Foa, l’intellettuale azionista per il quale il nuovo che inizia rimarrà comunque un partito di lotta. Lo strappo proposto dal segretario al congresso non investe solo posizioni politiche più o meno consolidate, ma va a lacerare una storia collettiva fatta di tante biografie individuali e famigliari e, soprattutto, contrappone una generazione di giovani quarantenni (Occhetto, D’Alema, Veltroni) alla vecchia classe dirigente dei sessanta e settantenni visceralmente legati alla storia del Pci (Ingrao, Natta, Tortorella).
• Sandra Bonsanti su Rep.: «Occhetto promette a tutti, in un testamento ideale da capo del Pci che muore: Noi porteremo Gramsci con noi, nel nuovo partito cui diamo vita, lo porteremo nelle nostre menti e nei nostri cuori, e non solo per il suo grande pensiero, ma per le sofferenze che egli patì, per la volontà che mai l’abbandonò di lottare e di combattere per la liberazione umana.... E con quattro insieme finali, Achille Occhetto chiama a raccolta i suoi compagni vecchi e nuovi: Insieme, dunque, per unire la sinistra, insieme per un ricambio delle classi dirigenti, insieme per determinare l’alternativa, insieme nella prospettiva della libertà e del socialismo» [Rep. 1/2/1991]. [Leggi qui tutto l’articolo di Sandra Bonsanti]