9 ottobre 1990
Tags : La svolta della Bolognina
La Cosa ha un nome, non più Pci ma Pds
• Poco dopo le sette di sera, da via delle Botteghe Oscure i vertici del Pci hanno deciso: la Cosa da oggi ha un nome e un simbolo. Si chiamerà Partito democratico della sinistra e sarà simbolizzato da un albero dalle profonde radici. Potrebbe essere un ulivo ma quasi sicuramente ricorderà di più una quercia, ben piantata sul vecchio, solido emblema con la falce e il martello.
• Mentre Occhetto e suoi discutevano del nome a casa di Lucio Magri, in un piccolo appartamento di via dei Giubbonari, si teneva una riunione ristretta del fronte del “no” tra cui Aldo Tortorella, Gavino Angius, Luciana Castellina, Giuseppe Chiarante e altri. Alessandro Natta invece è rimasto a leggere nel Transatlantico praticamente vuoto. Stefano Marroni su Rep.: «Legge scuotendo il capo, il vecchio segretario, il passo dell’Avanti! in cui Bettino Craxi parla del dirigente politico che dice di voler restare comunista tutta la vita, ma non desidera più chiamarsi comunista; che si considera socialista migliore di altri, ma non vuole chiamarsi socialista. A guardarlo, sembra che almeno un po’ condivida le perplessità eufemisticamente dichiarate dal segretario del Psi: “ma di parlare, non ha nessuna voglia. Ma di che cosa volete che parli?”, chiede guardando dal basso gli interlocutori: “No, no, domani me ne vado: vado a Lecce, l’aria è più pulita e c’è anche un bel convegno. Mi hanno invitato da tempo, si parlerà di cose serie…”». [Rep. 10/10/1990]
• Armando Cossutta stronca il nuovo simbolo con tre parole: «Sembra un garofano». [Rep. 11/10/1990]
• Gli oppositori di Occhetto annunciano che faranno resistenza, scommettono sulla delusione dei militanti e danno appuntamento al congresso. [Rep. 11/10/1990]