24 marzo 1989
Tags : La svolta della Bolognina
XVIII Congresso del Pci
• Occhetto conclude i lavori del XVIII Congresso del Pci, definendo la prospettiva del nuovo corso del Partito Comunista Italiano. Il segretario del Pci indica nella logica dell’interdipendenza il superamento della cultura e dell’azione politica del periodo della guerra fredda, «alla ricerca di uno sviluppo aperto all’interesse comune di tutta l’umanità. Si pone alla base di tutti i processi riformatori, ad Est come ad Ovest, il riconoscimento del valore universale della democrazia, confermando che il processo di democratizzazione si può pienamente realizzare solo se sospinto in avanti da forti idealità socialiste, oltre l’individualismo capitalista e lo statalismo burocratico». Al riconoscimento del mercato come «misuratore di efficienza e fattore propulsivo del sistema economico» si aggiunge la considerazione che le «finalità sociali, ecologiche di uno sviluppo sostenibile non scaturiscono spontaneamente dagli automatismi di mercato». Occhetto individua la fine del consociativismo e sostiene la necessità della riforma dello Stato e del sistema politico, che miri a «realizzare una nuova saldatura tra domanda sociale e sistema politico»: sfida riformista collegata alla politica dell’alternativa, dell’unità a sinistra e delle forze riformatrici. [storiaxxisecolo.it] [Sull’argomento leggi l’articolo di Jacovello su Repubblica]