13 febbraio 1989
Tags : La svolta della Bolognina
Napolitano: «Se il Pci cambia nome deve essere per fatti politici»
• Giorgio Napolitano, responsabile della commissione internazionale del Pci, afferma a Radioanch’io: «Se il partito comunista decidesse di cambiare nome, la scelta più opportuna sarebbe quella di Partito del lavoro o Partito dei lavoratori. Il Pci ha preso ufficialmente in considerazione due volte la possibilità di cambiare nome: la prima nel 1945, la seconda nel 1965, quando cioè si è parlato di possibile unificazione tra Psi e Pci (o, nel ’65, con una parte importante di esso) e allora la cosa sarebbe stata facilmente comprensibile. Io do grandissima importanza alla sostanza del nostro cambiamento: decidere di cambiare il nome del partito potrebbe dare l’impressione che vogliamo dimenticare la nostra storia. Noi non la dimentichiamo e credo che per essere credibili dobbiamo fare i conti, apertamente, con il nostro passato. In ogni caso non mi scandalizzerei di un cambiamento del nome, ma vorrei che fosse legato a dei fatti politici, nel senso di una ricomposizione della sinistra in Italia e in Europa, del superamento pieno delle divisioni e di tutto ciò che di storicamente vecchio e non più sostenibile c’è nella sinistra nel suo complesso». [Rep. 14/2/1989]