3 aprile 2007
Tags : 20020130 Il delitto di Cogne
Cogne e la questione dei vicini
• L’avvocato Paola Savio nell’arringa chiede l’assoluzione dopo un lungo e appassionato intervento e dopo aver avanzato l’ipotesi che l’assassino sia un estraneo. L’arma del delitto sarebbe uno zoccolo in legno con suola in gomma e tomaia in gomma definito sabot dalla Savio. Per segnalare le possibili inimicizie tra i Lorenzi - Franzoni e i vicini Guichardaz Ferrod, l’avvocato Savio dice «ricordatevi di Erba».
• «Signor presidente e signori della corte. Questo è un processo che impone preliminarmente l’esorcizzazione delle molteplici ipoteche che su di esso gravano e che rischiano di seppellire la verità, dopotutto abbastanza elementare, che la lettura equilibrata, serena, distaccata delle carte consentirà a voi sicuramente di cogliere» (così inizia l’arringa di Taormina). [il Giornale 21/4/2007]
• «Restituire Annamaria Franzoni ai suoi due figli, almeno, rinfrancata dal dolore ormai stampato nella sua anima, dall’essere finalmente circondata da una comunità che le riconosca di essere una buona madre. Chi ne ha il dovere, ricerchi e condanni l’assassino di Samuele» (questa la conclusione dell’arringa di Taormina). [il Giornale 21/4/2007]