Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2006  dicembre 11 Lunedì calendario

La Procura: «Welby può rifiutare le cure»

• Il procuratore di Roma Giovanni Ferrara e i pm Salvatore Vitello e Franco Loi depositano nel pomeriggio il parere sul caso di Piergiorgio Welby, malato di distrofia muscolare e immobilizzato a letto. Si può staccare la spina di Welby anche se agli ultimi istanti di vita saranno i medici a decidere se riattivare o meno il respiratore. Il presidente dell’Ordine dei medici, Amedeo Bianco, critica la decisione: «La buona morte non passa da questo parere, sul piano morale. Lei se la sentirebbe di spegnere la mente di un uomo così lucido? ». La moglie di Welbi, Mina, è invece soddisfatta:: «È il parere che Piero aspettava … spero che con la sentenza facciano presto. Piero ha soltanto la capacità di annuire abbassando le palpebre». Domani alle 17 inizia l’udienza davanti al giudice Angela Salvio. [Cds 12/12/2006]   Piergiorgio Welbi A 16 anni gli diagnosticano la distrofia muscolare progressiva. A 33 anni smette di camminare. Sette anni più tardi non è più in grado di scrivere né di parlare. Dal ’96 non può mangiare. Oggi è immobilizzato  a letto, respira con una macchina e si nutre con un sondino.