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 2012  dicembre 07 Venerdì calendario

Sette, 7 dicembre 2012 Delitto Raffaella Castagna, di anni 30, una laurea in psicologia, disoccupata, volontaria in una comunità di assistenza a persone disabili, sposata con Azouz Marzouk, tunisino, un figlio, Youssef, di anni due, la sera dell’11 dicembre 2006, in casa col figlioletto e sua madre, Paola Galli, di anni 55, andò ad aprire la porta di casa forse per buttare la spazzatura, forse perché suonarono il campanello e si trovò davanti i vicini di casa, Olindo Romano e Rosa Bazzi, lui in mano un martinetto (una specie di cric per roulotte) col quale colpì subito alla testa Raffaella e poi sua madre, Paola Galli, lei in mano un coltello col quale sgozzò il piccolo Youssef, che piangeva disperato sul divano, prendendolo per i capelli e tagliandogli la gola

Sette, 7 dicembre 2012

Delitto Raffaella Castagna, di anni 30, una laurea in psicologia, disoccupata, volontaria in una comunità di assistenza a persone disabili, sposata con Azouz Marzouk, tunisino, un figlio, Youssef, di anni due, la sera dell’11 dicembre 2006, in casa col figlioletto e sua madre, Paola Galli, di anni 55, andò ad aprire la porta di casa forse per buttare la spazzatura, forse perché suonarono il campanello e si trovò davanti i vicini di casa, Olindo Romano e Rosa Bazzi, lui in mano un martinetto (una specie di cric per roulotte) col quale colpì subito alla testa Raffaella e poi sua madre, Paola Galli, lei in mano un coltello col quale sgozzò il piccolo Youssef, che piangeva disperato sul divano, prendendolo per i capelli e tagliandogli la gola. I due presero poi i tre corpi e li ammucchiarono, raccolsero giornali, carta, materassi, e, messo tutto insieme, appiccarono il fuoco. Alle 19.55 di lunedì 11 dicembre 2006, in via Diaz 25, Erba (Como).

Vicini Valeria Cherubini, di anni 55, sposata con Mario Frigerio, di anni 63, due figli grandi, barista al "Sartori", pasticceria storica di Erba, la sera dell’11 dicembre 2006 voleva portar fuori il cane ma, il marito, avendo sentito quattro urla strazianti provenire dall’appartamento di Raffaella Castagna e Azouz Marzouk (piano di sotto), l’aveva fermata sull’uscio: «Stanno litigando, aspetta un po’ a scendere». Tornato il silenzio la Cherubini s’era decisa ad uscire, aveva passeggiato col cane e verso le 20.15 stava risalendo le scale quando vide il fumo uscire dalla casa di Marzouk, ebbe appena il tempo di gridare «Mario scendi, brucia la casa» che Olindo Romano la prese e la trascinò dentro l’appartamento, poi prese anche il marito, che era sceso a vedere, lo sollevò di peso e lo buttò a terra, picchiandolo, quindi si mise a cavalcioni sulla sua schiena, e, tenendogli la testa indietro gli tagliò la gola. Subito dovette rincorrere la Cherubini, che stava scappando su per le scale, e accoltellarla a morte.

Frigerio Mario Frigerio, salvo per via di una malformazione congenita della carotide che gli ha impedito di dissanguarsi.

Autopsia Raffaella Castagna, Paola Galli e Valeria Cherubini, morte per via di un colpo da corpo contundente alla testa, e poi coltellate su tutto il corpo e taglio netto alla gola; Youssef Marzouk, morto per dissanguamento, sgozzato due volte.

Assassini Olindo Romano e Rosa Bazzi, per un mese creduti innocenti (si sospettava di Marzouk che però era in Tunisia la sera del delitto), finalmente arrestati e interrogati confessarono tutto. Movente: la denuncia che Raffaella Castagna aveva presentato nei confronti di Olindo Romano per via delle percosse subite il 31 dicembre 2005 dopo una lite tra vicini. Richiesta: 3.500 euro come risarcimento danni. Udienza fissata per il 13 dicembre.

Rosa Rosa Bazzi, nata a Erba il 12 settembre 1963, terza di tre sorelle, dopo la quinta elementare non volle più andare a scuola, diventata grande prese a far pulizie a ore, poi il matrimonio. La mamma Lisa: «Ha sposato un poco di buono, perché anche lei era così, una persona piena di veleno». Minuta, piccola, occhi dolci, sorriso buono, maniaca delle pulizie, nel suo appartamento tutto è in ordine, tutto candido, per non sporcare chi entra si deve infilare i calzettoni di lana o le ciabatte comprate apposta al mercato del giovedì, preferisce accogliere gli ospiti nel camper parcheggiato in cortile, che lei e il marito puliscono tutti i giovedì.

Olindo Olindo Romano, nato a Albaredo per San Marco (Sondrio) il 10 febbraio 1962, per anni autista in una ditta di mezzi pesanti, dal 1996 netturbino, a sentire i colleghi «un bonaccione», grande lettore di Diabolik, a ridosso di quell’11 dicembre si era preso qualche giorno di ferie «per riposare».

Domenica «Ho deciso di rischiare a farle del male, ad ucciderla, una settimana prima. Ora che ricordo meglio, la domenica precedente perché ci ha fatto svegliare coi suoi rumori alle sei del mattino» (Rosa Bazzi, dal verbale del Gip).

Condanna Olindo e Rosa, condannati con sentenza definitiva all’ergastolo con la misura afflittiva supplementare dell’isolamento diurno per tre anni, il massimo consentito dalla legge. 

Lucrezia Dell’Arti