Rassegna, 10 ottobre 2012
Scontro nel Pd sull’agenda Monti
• Stefano Fassina, il responsabile Economia che siede nella segreteria di Bersani, lunedì aveva accusato Renzi di copiare il programma del partito e ieri ha scritto sul Foglio un lungo articolo intitolato, a caratteri cubitali, «Rottamare l’agenda Monti». Scrive la Guerzoni che «il proclama contro le riforme ha incendiato le polveri e se ora nell’area filo-montiana c’è chi evoca il congresso è anche perché Bersani si è limitato a contenere Fassina, mentre il suo vice lo ha duramente sconfessato. “Si è passato il segno” è il monito di Enrico Letta, che legge la posizione del leader dei Giovani turchi come una “stridente contraddizione” con il sostegno a Monti: “Bersani è sempre stato inequivocabile. Motivo per tanti di noi determinante per appoggiarlo convintamente alle primarie”. Il vicesegretario pensa insomma che le tesi di Fassina siano “smentite nella realtà” dalle scelte di Bersani, mentre il leader prova a risolverla così: “Monti ha dato un’idea di rigore e di credibilità al Paese che è un punto di non ritorno, ma noi vogliamo metterci più equità”. E poi, per stoppare le critiche interne: “Abbiamo rinunciato a qualcosa di nostro per appoggiare Monti, quindi chi vuole convincerci che va difeso si riposasse. Ora il Paese deve tornare alla normalità e il punto è se abbiamo diritto di votare”».