12 settembre 1919
«Così si rovina l’Italia»
V.E. Pittalunga: «Così si rovina l’Italia»,
G. d’Annunzio: «Lei rovinerà l’Italia se si opporrà a che il giusto suo destino si compia, se si farà complice di una politica infame»
P: «Ma è forse l’Onnipotente Lei? nessuno ha il diritto di sovrapporsi all’autorità dello Stato. Io devo assolutamente impedire che si compia un atto che avrà conseguenze incalcolabili, che comprometterà irrimediabilmente il nostro paese»
d’A: «Ho capito. Ella, generale, farebbe anche tirare sui miei soldati, che sono fratelli dei suoi … Ebbene, prima che sugli altri faccia dar fuoco su di me» (d’Annunzio si batte il petto dove figura il distintivo dei mutilati e il nastrino azzurro della medaglia d’oro) «Sì, qui, faccia tirare…»
P: «Non sarò io, figlio e nipote di garibaldini, che spargerà sangue fraterno; ma Lei, da buon soldato, obbedisca»
d’A: «No. Andrò a Fiume a qualunque costo. Avanti!»