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 2012  agosto 23 Giovedì calendario

Il Congresso: Usa a rischio recessione nel 2013

• L’economia americana è a rischio recessione. A lanciare ufficialmente l’allarme è stato ieri il Congressional Budget Office. Spiega bene la faccenda Rampini su Rep: «È una crisi Usa tutta fatta in casa, ed è quasi una certezza, se non si sblocca l’impasse politica che finora ha impedito accordi bipartisan sulle politiche di bilancio. A meno di un disgelo post-elettorale, infatti, a fine anno scatta una mannaia automatica già inserita nella legislazione corrente. Tagli di spese più aumenti di tasse. Col risultato, appunto, di una ricaduta nella recessione, con conseguente aumento della disoccupazione. (…) A legislazione invariata, avverte il Cbo, il Pil americano scenderà dello 0,5% nel 2013 e il tasso di disoccupazione risalirà fino al 9%. Lo scenario dà ragione implicitamente a tutti gli economisti keynesiani che denunciano i gravi danni dell’austerity. Infatti la ricaduta in recessione coinciderebbe con una stretta di bilancio perché il deficit federale scenderebbe dai 1.100 miliardi di dollari del 2012 a 641 miliardi, pari al 4% del Pil (mentre il debito resterebbe al 73% del Pil, il doppio che nel 2007 e mai così alto dal 1950). Per effetto di questa austerity, la crescita che quest’anno sarà del 2,1% verrebbe decurtata di oltre due punti e mezzo, tornando in rosso come nel 2008-2009. Solo a condizione di evitare il rigore di bilancio, e mantenendo un deficit dell’ordine di 1.000 miliardi, la crescita sarebbe dell’1,7% e la disoccupazione scenderebbe all’8% (dall’8,2% attuale) secondo le stime del Cbo. Ma salvo sorprese clamorose legate all’esito del voto di novembre – oppure a un rinsavimento del Congresso – la mannaia scatterà in modo implacabile perché è già scritta nelle leggi».