Rassegna, 22 agosto 2012
Emilia, la rivolta sulle tasse ai terremotati
• È rivolta di governatori e sindaci contro la sospensione delle agevolazioni fiscali per gli abitanti dell’Emilia Romagna colpiti dal sisma. Dal primo ottobre infatti tutto dovrebbe tornare come prima. E i terremotati dell’Emilia Romagna dovranno riprendere a pagare le tasse, cioè Imu, Irpef e tutti quei tributi sospesi dal governo Monti all’indomani delle scosse che, dal 20 maggio al 3 giugno, hanno messo in ginocchio la regione. Che al momento non sia prevista nessuna proroga lo ha confermato l’Agenzia delle Entrate il 16 agosto: «La scadenza del termine di sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari rimane fissata al 30 settembre 2012». Per impedirlo, al governo è arrivata la proposta dei governatori di Emilia Romagna (Errani), Lombardia (Formigoni) e Veneto (Zaia): allineare al 30 novembre prossimo, per i residenti nelle zone colpite, le scadenze tributarie. E, per chi continua ad avere problemi abitativi, definire un ulteriore slittamento al 30 giugno 2013. [Saviano, Rep] Adesso il dossier è nelle mani del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, e del ministro dell’Economia, Vittorio Grilli. Il problema è trovare i soldi. Il rinvio dei pagamenti deciso ai primi di giugno è costato alle casse dello Stato due miliardi e mezzo di euro. La proroga peserebbe meno proprio perché riguarderebbe solo chi ha ancora danni seri e non tutti i residenti. Ma fare i conti non è semplice. Le famiglie ancora senza casa sono 13 mila, le aziende danneggiate più di 3 mila. Bisogna capire che volume di tasse muovono e soprattutto decidere di quanto far slittare i termini. Non è detto che la proposta del 30 giugno venga accolta: la proroga potrebbe essere più corta. [Salvia e Santarpia, Cds]